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Comunicazioni ufficiali e Uomini di Fango PDF Stampa E-mail
Scritto da The Wilds   
Martedì 21 Giugno 2016 09:06







I Wilds si evolvono e quindi è giunto il momento per noi di abbandonare le cover che ci hanno caratterizzato e di passare, con la dovuta gradualità, a proporre dal vivo solo i nostri brani inediti.
La formazione dei Wilds che si esibirà è quella che siete abituati a vedere da qualche tempo:
Fabio "BS" alla batteria, Mauro alla chitarra elettrica, Francesca alla voce, Daniele al basso elettrico e Fabio alle tastiere e pianoforte.
Speriamo di portare del buon rock e soprattutto della musica nuova che possa piacervi e stimolarvi nell'ascoltare non solo noi, ma anche altri gruppi emergenti.
Un altro obiettivo che ci prefiggiamo è quello di proteggere i nostri brani grazie a una società alternativa alla SIAE. Per fare questo ci siamo affidati a Patamu, una società differente che permette sia la possibilità di poter dimostrare la paternità di un'opera che la riscossione dei diritti relativi alle opere depositate.  A questo proposito vorremmo estendere un invito:
se suonate in un gruppo emergente e non avete ancora protetto i vostri brani, vi invitiamo a farlo presso società alternative a SIAE. Ci piacerebbe molto creare una "squadra" di band, in modo da poter organizzare interi eventi senza dover sottostare a delle formalità che personalmente riteniamo ristrette e obsolete. Crediamo che ai giorni nostri una nuova realtà meno burocratica, più libera e più trasparente debba essere la normalità e non una scelta che hanno deciso di abbracciare solo poche persone. Noi abbiamo scelto la visione dell'arte e delle opere di ingegno in cui crede Patamu.

Abbiamo inoltre registrato e pubblicato il 26 maggio 2016 il nostro primo singolo: Uomini di Fango

Uomini di Fango è un brano che parla della guerra e di tutti i suoi esponenti, di come la guerra stessa e la sua industria manipolino le persone e facciano credere ad esse che l'unica possibilità di vivere senza problemi e tensioni sia radicata nell'opposizione e non nella pacificazione.

Un urlo in mezzo alla folla di chi non ci vuole credere a questa soluzione e, con i mezzi che possiede, vuole gridarlo al mondo.

Uomini di Fango racconta di un pianeta dove i potenti aumentano i loro beni e i deboli lo sono sempre più, vittime di un circolo vizioso che può solo portare altra sofferenza, altro conflitto, altra intolleranza.


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Ultimo aggiornamento Martedì 21 Giugno 2016 14:23
 
Wild's Chronicles #5 PDF Stampa E-mail
Scritto da The Wilds   
Venerdì 05 Febbraio 2016 09:51







Ebbene sì, le nostre cronache, dopo un periodo di assenza sono tornate a riempire le nostre pagine con aneddoti e retroscena che (forse) non conoscete!

Oggi parleremo di un evento avvenuto nel paleozoico 2009 d.C.

La location in cui si svolse l'evento fu la mitica Villa Arconati di Castellazzo di Bollate, una grande villa in cui ogni estate si tiene una rassegna di concerti tra giugno e luglio. Ai tempi in quel luogo si svolgeva anche la festa dei diplomati del nostro istituto superiore e, in quanto partecipanti al progetto parents and sons fummo invitati insieme ad altre band a suonare per accompagnare la giornata.

Ai tempi eravamo ancora con la vecchia formazione e, fu l'unico concerto in cui suonammo tutti e nove (si avete letto bene, nove).

Io ero in uno stato di agitazione totale che, si amplificò ulteriormente quando montai chitarra (allora usavo la mia Cort nera) e pedaliera multi effetto sul palco: il pubblico, composto da genitori e studenti era già presente.

Ora apro una parentesi per chiedervi uno sforzo interpretativo:

  1. Immaginate un ragazzo, o un gruppo di ragazzi già agitati visto che sono al loro terzo o quarto concerto.
  2. Aggiungete al punto uno più di trecento persone che ti fissano.
  3. Ora capite quanto eravamo agitati.

Bene ora torniamo a noi: una volta fatto un breve soundcheck ci preparammo per esibirci l'ora successiva, ma, ovviamente, a causa dei diplomi e dei meriti da consegnare agli studenti la nostra esibizione fu spezzata in 3 punti, aggiungendo ulteriori battiti alla mia frequenza cardiaca già alle stelle.

Sta di fatto che suonammo (per gli standard di allora) anche discretamente bene nonostante le dovute interruzioni. Il fatto che mi colpì di più accadde quando finimmo di esibirci da una mezzora: ci fu chiesto di fare un altro brano. Ci recammo di nuovo sul palco per strimpellare "whatever you want" degli Status Quo, ma la location era ormai deserta, così il nostro Fabio (batterista) disse con enfasi al microfono: "Vai, come alle prove" è lì scoppiai a ridere.

La cronaca è finita, ma noi Wilds siamo dei coraggiosi e, non ci tiriamo indietro dal mostrarvi l'unica testimonianza che ci è rimasta di quella giornata: il video di Last of the Wilds che potete vedere qui sotto.

Alla prossima cronaca!

Villa Arconati 2009 - Last of the Wilds

Pubblicato da The Wilds su Martedì 8 giugno 2010

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Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Febbraio 2016 14:23
 
Wild's Chronicles #3 PDF Stampa E-mail
Scritto da The Wilds   
Lunedì 21 Dicembre 2015 13:48







Ed eccoci arrivati al terzo appuntamento con Wild's Chronicles. Oggi il buon Mauro parlerà di un altro evento risalente al 2013, ovvero il nostro live al Centro sportivo Insport di Bollate: un live dove chi lo desiderava poteva farsi anche un bel bagno in piscina.

Siamo alla fine di agosto del 2013 e gli ultimi lembi d'estate ci colpiscono.

Questo live era stato ribattezzato "Thunderstorm Pool" perchè due anni fa portavamo per le prime volte dal vivo un pezzo di cui andiamo molto orgogliosi ovvero Thunderstorm. Eravamo carichi fino al midollo e tesi, infatti a causa delle meritate vacanze estive avevamo avuto a disposizione poche prove per affinare le canzoni e i suoni o semplicemente per ripassare i brani. Inoltre ad aggiungere pepe al tutto c'era la possibilità concreta di avere un pagamento (seppur limitato al numero di ingressi).
E quindi via di pubblicità a manetta su Facebook.

Per me inoltre era un live da non perdere e ricordare, per la prima volta "testavo sul campo" la mia Les Paul.

In men che non si dica ecco che arriva il giorno del concerto, noi Wilds ci organizziamo e andiamo, come al solito, un po' prima per montare tutto e lì iniziano i primi problemi.
Ovviamente non poteva mancare il classico autoaffermarsi della volontà della batteria acustica che si muove come più gli aggrada, ma il problema più grande era lo spazio: il "palco" essendo praticamente un corridoio di passaggio tra la piscina coperta e quella coperta era molto allungato e stretto.

Dopo vari cambi e tentativi riusciamo a stabilire una posizione definitiva degli strumenti e finiamo di montare.

Arriva l'ora di cena e, ci raggiungono i nostri amici e qualche faccia nuova, la serata sembra ben sperare.

Verso le 21 ci prepariamo per suonare, questo sarà anche il primo concerto in cui Valeria inizierà a scattarci foto in maniera ufficiale (quasi tutte le foto che trovate nei nostri profili sono sue e potete trovare sulla nostra pagina Facebook le foto anche di questo concerto) e appena iniziamo tra una canzone e l'altra sorgono altri impicci
I suoni sono buoni, ma forse a causa della troppa umidità gli strumenti perdono l'accordatura di continuo rendendo molto difficoltoso suonare, facendoci accumulare tempo tra un brano e l'altro per riaccordare e rendendo il concerto piuttosto macchinoso da questo punto di vista.

Ma i Wilds non si arrendono e vanno avanti!

L'esibizione procede e il pubblico presente apprezza, presi dall'euforia terminiamo il repertorio con una piccola jam session improvvisando Vodoo Chile e, ospitando mio cuggino(cit.) alla chitarra.

Senza dubbio questa è stata un'esperienza che ci ha insegnato che, nonostante i mille problemi che possono condizionare un live bisogna dare sempre il massimo per noi e per chi ascolta.

Al prossimo racconto!

P.S: per i più pigri ecco il link delle foto del Thunderstorm Pool


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Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Dicembre 2015 14:18
 
Wild's Chronicles #4 PDF Stampa E-mail
Scritto da The Wilds   
Martedì 05 Gennaio 2016 12:03







Bentornati amici in questa nuova Storia.

Un momento che indosso la vestaglia rossa, sedia a dondolo, caminetto acceso. Ok, ci siamo. Prego ragazzi, sedetevi. Si comincia.

 

Non tutte le nostre cronache hanno come sfondo un concerto. Non tutte hanno uno sfondo felice. Questa è una di quelle:

Oggi vi racconterò di Angel in the hell, la nostra prima canzone. Non racconterò precisamente la sua storia, ma come è stata scritta e registrata.

 

Per quelli che ci seguono da meno tempo dico solo che questa canzone fu scritta e dedicata a Giulia Brocca, una ragazza ed amica scomparsa a 15 anni.

 

 

Ricordo che era Maggio, Maggio 2011.Mi ero diplomato da un anno circa ed era iniziato allora il mio desiderio di scrivere un brano che la ricordasse, la voglia di farla ricordare.

Lei faceva parte del gruppo di teatro della scuola. Lo stesso di cui anche io facevo parte fino a un anno prima. Fu lì che mi misi a scrivere, chiedendo e ascoltando chi ne parlava.

Ero veramente desideroso di scrivere, ma allora avevo zero competenze a riguardo e la chitarra la sapevo suonare appena (non che adesso io sia Beethoven, né tanto meno Steve Vai).

Così mi misi a scrivere un testo, un qualcosa che potesse racchiudere quel poco che conoscevo di lei. Altre volte avevo scritto qualche verso, qualche poesia e continuavo a scrivere, cancellare, riscrivere, cancellare. Qui mi venne tutto di getto e non cambiai mai nulla o quasi. Sembrava quasi che in questa scrittura fossi stato guidato. Lo feci leggere varie volte a Francesca per chiedere se secondo lei fosse completo. Ogni cosa che scrivevo doveva sempre passare da lei per essere ritenuta "ufficiale" da me.

Ora non mancava altro che la musica. Eh! Bel dilemma. Lo ricordo nettamente: era il 21 Maggio. Quel giorno lessero in tanti quella poesia e in tanti mi chiesero di poterne ascoltare le note. Mi chiesero anche di portarla al saggio di teatro di quell'anno. Giusto una settimana dopo! AIUTO!! Io non ero pronto, non avevo una base, una melodia, una nota...niente!!

Tra quei ragazzi ce n'era uno, un chitarrista alle prime armi forse. Nicolas. Mi domandò di fargli sentire la canzone, mi diede in mano una chitarra e mi disse di cantargliela. "No no, Nico. Io non so suonare, non ho una melodia. E anche se ce l'avessi non saprei mettergli gli accordi sotto" "Fabio, inventa, provaci. Al massimo poi ci lavoriamo insieme". Che ci crediate o no, cominciai a suonare un giro di accordi scelti un po' in modo che mi piacessero e cominciai a cantare sottovoce, con quella paura di stonare che si ha quando si impara un brano nuovo. Al primo tentativo segui una correzione di una frase. Al secondo la canzone era completa.

"COSA DIAVOLO STA SUCCEDENDO" mi chiesi. Nicolas mi disse che gli piaceva tantissimo, se potevo dargli gli accordi per suonarsela per conto suo. Feci un passo in più: "Perché non vieni a registrarla insieme a me. Almeno a suonarla sarà un chitarrista vero e non uno improvvisato".

Si sa ormai, non sono uno a cui le cose piace farle per tempo. Quindi il 26 Maggio andammo a registrare questo brano. Giusto 2 giorni prima dello spettacolo. La pressione dà quel giusto clima di calma e tranquillità che solo chi non sa nemmeno come diavolo partire può capire.

 

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAh!

 

Calma Fabio, calma. Ce la possiamo fare! Lo abbiamo promesso (maledetto me e la mia sboronaggine).

Dunque. Il 26 Maggio entrammo a Spettacolando s.r.l. io e il buon Nico decisi a registrare chitarra, batteria e voce. Decidemmo di registrare prima la chitarra e poi tutto il resto. Quella serata non lo scorderò mai in vita mia.

Chi ha imbracciato anche solo una volta uno strumento e fatto una lezione, una registrazione e uno studio di qualcosa sa bene quanto sia simpatico quel ticchettio acuto e acido sparato nelle orecchie per permettere a chi suona di mantenere il tempo: il click o metronomo. Questo può essere il tuo miglior aiuto o il tuo più fastidioso nemico. Nel caso di Nicolas fornì la seconda situazione. Metteteci anche che la strumentazione non aveva proprio voglia di funzionare quella sera e che Nico al tempo era proprio alle primissime armi. Il risultato: 4 ore per registrare solo la chitarra.

Credo che non ringrazierò mai abbastanza Simone, colui che ci seguì in tutta la sessione. Non solo mi permise di tornare il giorno dopo a registrare tutte le parti mancanti, ma mi diede entro il pomeriggio il brano finito e sistemato al meglio possibile visto che quella sera avrei dovuto consegnarlo. Certo, il prodotto non fu un pezzo da scalare le classifiche. Soprattutto visto il poco tempo e la poca abilità di noi due. Però con l'aiuto degli altri membri ci lavorammo e ci stiamo lavorando ancora adesso perché possa uscire un brano che meriti di essere dedicato a quella ragazza.

Il tutto fu davvero apprezzato e questa esperienza entrò di diritto nei miei ricordi più divertenti. Solo qualche tempo dopo Nicolas venne reso, a sorpresa, membro della nostra band e posto sotto la guida del nostro Giansevero Pitigliazzi, per i più volgari: Mauro.

Ma questa è un'altra cronaca. Intanto però ragazzi: QUESTA È LA STORIA DI COME HO CONOSCIUTO IL NOSTRO NICOLAS

(How I met our Nicolas)

 

Wild's Chronicles #4


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Ultimo aggiornamento Martedì 05 Gennaio 2016 16:15
 
Wild's Chronicles #2 PDF Stampa E-mail
Scritto da The Wilds   
Giovedì 10 Dicembre 2015 11:16







Wild's Chronicles continua con un evento un po' più recente.

Oggi a raccontarcelo sarò io, Fabio "BS", ma vorrei che lo leggeste con la voce narrante di Charlie Chaplin .... -Fabio, ma è cinema muto quello- APPUNTO!!

Torniamo a qualche estate fa, o meglio la fine: 21 Settembre 2013.

Ci troviamo a Paderno Dugnano, precisamente al Parco della Cava Nord. Quel giorno si svolge un evento il cui nome ispira grandissime promesse: WOODSTOCK. Una giornata calda, un palco per noi enorme con alle spalle un bellissimo lago e tanto verde attorno. WOW!! Ma non siamo qui a parlare di pittura.

 

Come già dicevo: l'evento voleva fare tante promesse, tra cui far suonare più band possibili. Furono chiamati tanti gruppi a prender parte a questo evento (tra cui noi) e, per rispettare lo spirito dell'evento, chiunque si presentasse sul posto e volesse salire per una jam o una canzone, poteva farlo liberamente tra una band e l'altra lungo tutta la giornata dell'evento. Un'intera giornata di musica. Che sogno! O un massacro...sì, perché dovete sapere che per organizzare il tutto venne chiesto ad ogni band di dare la propria disponibilità a suonare. Quindi quando ci chiesero "preferite suonare mattina, pomeriggio o sera?", noi rispondemmo così: "Noi ci siamo tutto il giorno, dalle 10 alle 23. Metteteci quando volete".

Non so quale fosse stato il problema di comunicazione in tutto ciò. Il fatto è che ci trovammo questa risposta qualche sera prima del concerto: "Orari band...bla bla bla ....Wilds: 10-12; 16.30-18.30; 20.30-21.30"

 

Non che ci facessero schifo questo orari, anzi! Però la domanda sorgeva spontanea: "Ma che minchia gli suoniamo per 5 ore alla gente?"

Fatto sta che alle 10.30 eravamo lì, al nostro concerto. Sì, lo so. Eravamo in ritardo, ma dobbiamo perderci in quisquilie o posso finire il mio racconto? Grazie!

Eravamo solo noi, il fonico e l'organizzatore. Pubblico zero. YE!

Però era mattina, eravamo fiduciosi. Montammo il tutto sul palco (ti pareva che c'era la fregatura) e approfittammo di quelle ore della mattina per fare il soundcheck e "riprovare" il repertorio per la giornata. Una giornata che sembrava eterna. Il pubblico cominciò ad arrivare con le band del pomeriggio ed io cominciai a tendermi come una pelle battente. Alle 16.30 nuovamente sul palco a proporre i nostri brani e alle 21 tutto da capo (oh, ma è una vostra fissa sottolineare il ritardo...CAPITA!)

La peculiarità della sera è che, diversamente dalle esibizioni precedenti, avevamo un'ora a disposizione e non due. 18 brani proposti in precedenza andavano sfoltiti. STOLTI! Se mi e ci conoscete bene, sapete che alla fine tagliammo solamente un brano e li facemmo TUTTI e 17, uno in fila all'altro, senza nemmeno sforare sul tempo. Inutile dire che arrivai in fondo più fradicio del mare, ma con una soddisfazione in corpo che non avete idea. E penso non fossi l'unico.

Fu il primo concerto in cui proponemmo "Wild Love".

Purtroppo a meno di un anno da quella data dovetti ricredermi sulla solidità di quell'evento e l'anno dopo ancora (2015)...lasciamo perdere. Inoltre fu, per quell'anno, l'ultimo concerto con la formazione al completo. Infatti Nicolas qualche giorno dopo partì per Roma. Si dovrà aspettare fino ad Ottobre 2014 per rivederlo sul palco insieme a noi.

Ma questa è un'altra storia...

 

Se volete rivivere con noi anche il concerto vero e proprio, cliccate qui su WOODSTOCK 2013 e riguardatevi qualche assaggio.


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Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Dicembre 2015 17:10
 
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